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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Biblioteca
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Una mwcqbiblioteca è un luogo, fisico o virtuale, finalizzato alla raccolta e alla conservazione di risorse informative fisiche, come mwcglibri, mwcwriviste, mwdaquotidiani, mwdqCD, mwdgDVD, o digitali, come mwdwebook, mweabasi di dati, riviste elettroniche.

Si considerano biblioteche tanto le raccolte costituite per uso personale quanto quelle costituite da enti privati e mwegpubblici. Queste ultime, in base alla legge italiana, forniscono un mwewservizio pubblico essenzialecite-ref-1[1].

La mwgqbiblioteconomia considera parte del "sistema biblioteca" anche i servizi di informazione al pubblico (tipicamente la ricerca bibliografica e l'istruzione all'uso delle raccolte e dei servizi) e, in quanto funzionali alla conservazione e fruizione del patrimonio documentale, anche le attività di gestione della biblioteca purché specifiche (non considera tali, pertanto, le generiche attività amministrative e gestionali se indistinguibili da quelle dell'ente proprietario della biblioteca).

Contents

Storia
Note
Libri

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Etimologia del termine

La parola deriva dal mwiggreco mwiwβιβλιοθήκη, o mwjaβυβλιοθήκηcite-ref-2[2], composto di βιβλίον (mwkqbiblíon, "mwkglibro", "opera") e θήκη (mwkwthḗkē, "scrigno", "ripostiglio").

Il termine βιβλίον (mwlqbiblíon) differisce da βίβλος (mwlgbíblos). Βίβλος era il nome dato alla corteccia interna del mwlwpapiro (βύβλος, mwmabýblos), e visto che questo materiale era usato come supporto per la mwmqscrittura, in epoca attica la parola βίβλος divenne, per estensione, sinonimo di "libro". Anche Βιβλίον nasce come identificativo della "mwmgcarta" o della "lettera" su cui si scrive, ma presto tende a diventare mwmwsinonimo non solo di "libro scritto", bensì di "opera letteraria", di vero e proprio contenuto di cui il libro è mero contenitore.

È attestata la voce βιβλιοφυλάκιον (mwnqbibliofylákion) con il significato di "deposito di libri", "archivio di libri". mwngDione Crisostomo, nel mwnwI secolo d.C., associa alla stessa parola βιβλίον il valore di "biblioteca".

In mwoqinglese si usa la parola mwoglibrary derivata dal mwowlatino mwpaliber (libro) attraverso l'mwpqanglo-normanno che sua volta riprende il lemma mwpgfrancese antico mwpwlibrariecite-ref-3[3]. Termine comunque corrispondente allmwra'italiano volgare mwrqlibraria o all'attuale mwrglibreria termine con cui venivano designate dal medioevo al rinascimento le biblioteche. Questa ultima forma talvolta sopravvive nella designazione degli edifici costruiti per ospitare le raccolte di libri (per esempio al mwrwLibreria Piccolomini, la mwsaLibreria Laurenziana o la mwsqLibreria Marciana).

Classificazione

• mwugBiblioteca statale: biblioteca creata dallo Stato da cui dipende. In molti Paesi, tra cui l'mwuwItalia, sono classificate come biblioteche statali le tre tipologie seguenti:

• mwvgBiblioteche nazionali: biblioteche pubbliche che svolgono funzioni di particolare importanza in materia di catalogazione e organizzazione dei servizi bibliografici di un Paese. In ogni nazione è lo Stato che designa le biblioteche che svolgono questo particolare ruolo. Quelle indicate come mwvwcentrali, hanno inoltre il compito di conservare la produzione libraria e periodica nazionale per diritto di stampacite-ref-4[4];
• mwxqBiblioteche mwxguniversitarie;
• mwyaBiblioteche annesse ai mwyqmonumenti nazionali.

• mwywBiblioteca associata: biblioteca che fa parte di un sistema bibliotecario ma conserva autonomia gestionale e amministrativa.
• mwzqBiblioteca privata: raccolta libraria sostenuta da fondi privati con accesso pubblico (in alcuni casi l'accesso è riservato ai dipendenti di una società o ai membri di un'organizzazione);
• mwzwBiblioteca pubblica: può essere di proprietà statale, regionale o locale, è accessibile a tutti e vede prevalere l'aspetto della fruizione su quello della conservazione. In Italia sono tali, per esempio, le biblioteche comunali;


• mwbaBiblioteca comunale: biblioteca creata da un mwbqcomune per rispondere ai bisogni della popolazione amministrata;
• mwbwBiblioteca civica: biblioteca creata da un mwcacomune con più di 20.000 abitanti (civitas) per rispondere ai bisogni della popolazione amministrata;
• mwcgBiblioteca specializzata: presenta una raccolta di documenti limitata a un determinato ambito (es. biblioteca musicale, biblioteca di storia locale ecc.);
• mwdaBiblioteca specialistica: il cui accesso è limitato a determinate categorie di persone (es. biblioteca di mwdqdipartimento universitario, biblioteca di mwdgcentro di ricerca ecc.);
• mweaBiblioteca per ragazzi: raccolta libraria di opere dedicate ai più giovani, inserita in un ambiente adatto a creare un piacevole incontro con la lettura;
• mwegBiblioteca ecclesiastica: biblioteca dipendente da un'autorità ecclesiastica, che la gestisce con i suoi fondi;
• mwfaBiblioteca circolante: automezzo attrezzato con una raccolta di libri; può essere utilizzato nelle fiere e nei mercati;
• mwfgBiblioteca di ospedale: collocata all'interno di un nosocomio, con lo scopo di provvedere alle esigenze informative del personale sanitario;
• mwgaBiblioteca d'istituto: atta a soddisfare le esigenze del personale (docente e discente) di un mwgqistituto universitario o di altro ente accademico;
• mwgwBiblioteca scolasticamwha : biblioteca degli istituti d'istruzione mwhqprimaria, mwhgsecondaria di primo e secondo grado, riservata a studenti, docenti e personale in servizio nella scuola di riferimento.
• mwiaBiblioteca di famiglia: raccolta di opere e documenti bibliografici che formano il patrimonio di una mwiqfamiglia e rappresentano gli interessi dei suoi componenticite-ref-5[5].

Storia

Vicino Oriente Antico

L'esistenza di biblioteche nelle mwlwcittà-stato del mwmaVicino Oriente antico è documentata da numerose testimonianze e reperti archeologici. Si tratta in effetti di collezioni di tavolette d'argilla di contenuto vario: per buona parte queste raccolte sono piuttosto degli mwmqarchivi dal momento che conservano la contabilità dei magazzini regi, testi di legge, atti amministrativi, sentenze giudiziarie, corrispondenza diplomatica. Solo alcuni testi contenuti in queste raccolte possono essere considerati veri e propri libri.

Le più antiche raccolte di tavolette pervenute sono quelle di mwmwEbla (circa mwna17 000 tavolette) e mwnqLagash (ca mwng30 000), risalenti alla seconda metà del mwnwIII millennio a.C..

Al mwoqII millennio a.C. risalgono le collezioni di tavolette scoperte a mwogNippur (ca mwow30 000), mwpaMari (più di mwpq25 000 tavolette), mwpgḪattuša, (oltre mwpw30 000), e mwqaUgarit.

A mwqgNinive gli mwqwarcheologi hanno rinvenuto in una parte del palazzo reale di mwraAssurbanipal mwrq22 000 tavolette d'argilla, corrispondenti alla mwrgbiblioteca e agli mwrwarchivi del palazzo del mwsaVII secolo a.C.. In questa biblioteca sono state trovate le versioni integrali dei poemi mesopotamici, su cui si basano le odierne edizioni.

Civiltà greca

Abbiamo notizia di una biblioteca pubblica nell'mwuaAtene classica, fondata intorno al mwuq550 a.C. da mwugPisistrato. Tale informazione è tuttavia contestata dagli studiosicite-ref-referencea-6-0[6]cite-ref-7[7]. Più certa è l'esistenza della raccolta privata del mwwwPeripato, spesso chiamata "biblioteca di mwxaAristotele", ma anche su di essa le notizie non sono concordanticite-ref-referencea-6-1[6].

La più celebre biblioteca dell'antichità è senza dubbio la mwygBiblioteca di Alessandria, in mwywEgitto, creata nel mwzaIII secolo a.C.: aveva circa mwzq49 000 volumi al tempo di mwzgCallimaco e mwzw700 000 al tempo di mw0aGiulio Cesare. Le vicende riguardanti il presunto incendio della biblioteca di Alessandria nel 47 a.C. e quello a opera del mw0qcaliffo mw0gOmar rimangono dubbie: probabilmente la Biblioteca decadde già durante l'Impero romanocite-ref-referencea-6-2[6]. L'altra grande biblioteca dell'mw1wetà ellenistica era quella di mw2aPergamo, fondata da mw2qEumene II con un patrimonio di mw2g200 000 volumi. La biblioteca di Alessandria e quella di Pergamo furono istituzioni rivali per secoli. Oltre a esse vi erano biblioteche di media rilevanza come quelle attestate ad Atene, mw2wRodi e mw3aAntiochia.

Impero romano

Anche a mw5qRoma esistevano grandi biblioteche, inizialmente private, come quelle famose di mw5gAttico e di mw5wLucullo. La prima biblioteca pubblica fu quella istituita sull'mw6aAventino da mw6qAsinio Pollione nel mw6g39 a.C. Successivamente, in età mw6waugustea, furono fondate quelle presso il mw7aPortico di Ottavia vicino al mw7qTeatro di Marcello e quella nel mw7gTempio di Apollo Palatino. mw7wTraiano fondò la mw8aBiblioteca Ulpia presso il mw8qforo che portava il suo nome.cite-ref-cass-8-0[8] Altre biblioteche furono fondate e come effetto di ciò, durante il periodo mw9gimperiale, il numero delle biblioteche pubbliche a Roma passò dalle 3 del mw9wI secolo alle 28 attestate nel mw-a377.

In altre città dell'Impero furono fondate mw-gbiblioteche provinciali, come la mw-wbiblioteca di Celso a mw-aEfeso; due biblioteche furono fondate ad mw-qAtene, una a mw-gCartagine. Inoltre continuavano a esistere le biblioteche di Alessandria e Pergamo.

Con l'affermarsi del mwaqaCristianesimo nella Tarda Antichità vennero fondate biblioteche specificamente dedicate alla letteratura cristiana, fra le quali la più importantecite-ref-referencea-6-3[6] fu quella del mwaquDidaskalaeion di Cesarea, fondata nel mwaqyIII secolo e probabilmente chiusa con la conquista araba della mwaqccittà nel mwaqg638.cite-ref-9[9]

Medioevo

La crisi che pervase il mondo occidentale dopo la caduta dell'impero romano interessò anche le biblioteche.

La prime testimonianze mwarumedievali di nuove biblioteche riguardano quelle create nel mwary550 da mwarcCassiodoro nel mwargVivarium di mwarkSquillace in mwaroCalabria e la mwarsBiblioteca Capitolare di Verona.

Verona

La mwar4Biblioteca Capitolare di Verona, anche chiamata "La Capitolare", è l'esempio di biblioteca più antica al mondo tutt'ora in attività.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]

La fondazione della biblioteca risale al V secolo come emanazione dello mwasgmwaskScriptorium della mwasoSchola majoris Ecclesiae, ovvero di quell'officina libraria dove venivano redatti e composti libri su pergamena dai Canonici del Capitolo della mwassCattedrale, necessari successivamente per l'istruzione dei futuri sacerdoti.

Uno di questi sacerdoti, Ursicino, che aveva l'mwas0ordine minore di mwas4Lettore, dopo aver terminato di trascrivere la mwas8mwataVita Sancti Martini, opera di mwateSulpicio Severo, e la mwatiVita dell'eremita tebaico san Paolo, composta da mwatmsan Girolamo, alla conclusione del cosiddetto mwatqcodice di Ursicino dichiara di aver completato il proprio lavoro il 1º agosto 517.

Si tratta di un documento importante in quanto presenta, già ai primi anni del VI secolo, una struttura gerarchica ben organizzata all'interno dello mwatyScriptorium. Tuttavia la presenza di codici ancora più antichi, ad esempio il mwatcmwatgDe Civitate Dei di mwatkAgostino e le mwatomwatsInstitutiones di mwatwGaio (unico al mondo), fanno risalire la fondazione della biblioteca almeno al secolo precedente.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]

Impero bizantino e Vicino Oriente cristiano

Nel Mediterraneo orientale, invece, le biblioteche continuavano a fiorire, innanzitutto la mwaucBiblioteca Imperiale o Palatina di Costantinopoli, fondata nel 357 da mwaugCostante IIcite-ref-petrucci-14-0[14]. Poi vi erano le biblioteche patriarcali, specializzate in testi cristiani, e anche in questo ambito quella di Costantinopoli era la più importante. Infine c'erano le biblioteche monastiche, le più importanti delle quali sono quelle del mwau0monastero di Santa Caterina del Monte Sinai e quelle dei mwau4monasteri del Monte Athos. Queste biblioteche monastiche sono sopravvissute fino al ventunesimo secolo e costituiscono un'importante fonte per la conoscenza delle mwau8Sacre Scritture.

Mondo islamico

Nel mondo mwaviislamico, il mwavmcaliffo mwavqabbaside mwavual-Maʾmūn fondò nel mwavyIX secolo a mwavcBaghdad la mwavgmwavkBayt al-Ḥikma ("Casa della sapienza"), la cui biblioteca raggiunse, al momento della sua massima acme, la cifra sbalorditiva per l'epoca di quasi mezzo milione di volumi.

Nel secolo successivo, i mwavscaliffi mwavwomayyadi di Cordova - e nella fattispecie mwav0al-Ḥakam II - raccolsero nel loro palazzo una biblioteca di circa mwav4400 000 volumi: lo stesso numero della biblioteca della biblioteca dal mwav8governatore di mwawaAlmería.cite-ref-15[15] Nel mwawu1005 il califfo mwawyfatimide mwawcal-Ḥākim fondò al mwawgCairo la mwawkmwawoDār al-Ḥikma ("Casa della conoscenza"), di ispirazione mwawsismailita, che contava almeno mwaww600 000 volumi.cite-ref-16[16]

Ogni città del mwaxiMaghreb e del mwaxmMashreq aveva una sua biblioteca, più o meno fornita, arricchita dalla munificenza dei regnanti e da donazioni eseguite nello spirito che animava e regolamentava le mwaxqfondazioni pie e che condusse anche all'istituzione di numerosissime scuole finalizzate all'insegnamento della letturacite-ref-17[17] e della scrittura. Assai consistenti erano per esempio le biblioteche istituite a mwaxkBaghdad dal sovrano mwaxobuwayhide mwaxsʿAḍud al-Dawla e a mwaxwTashkent (allora al-Shash) dal mwax0Sultano mwax4samanide Nūḥ b. Manṣūr. Di minore, ma non per questo trascurabile, rilevanza era la biblioteca mwayayemenita dei mwayeRasulidi che, nel mwayiXIII secolo poteva annoverare circa mwaym100 000 volumi manoscritti.cite-ref-18[18] mentre in mwaygIraq la biblioteca Ḥaydariyya nella mwaykmoschea principale di mwayoNajaf aveva da mways40 000 a mwayw400 000 libri.cite-ref-19[19] e ad Amad (Diyarbakir), la cifra raggiungeva nel mwaze1183 lo strabiliante numero di mwazi1 040 000 manoscritti.cite-ref-20[20]

Occidente cristiano

La formazione di grandi raccolte librarie riprese in Occidente a partire dalla fine del VI e VII secolo con la fondazione dei mwaakmonasteri reali e poi imperiali da parte dei mwaaomonaci di scuola irlandese, che avevano introdotto le biblioteche con i mwaascodici di mwaawpergamena, presso i mwaa0Franchi ed in Italia presso i mwaa4Longobardi grazie alla propulsione evangelizzatrice dell'abate irlandese mwaa8san Colombano, ed in seguito con la mwabarinascita carolingia (VIII-IX secolo) si diffusero grazie soprattutto all'espansione dei monasteri mwabebenedettini.

I monaci impiegavano molto del loro tempo negli mwabmmwabqscriptoria, laboratori di copiatura dei manoscritti associati alle biblioteche monastiche ed alle scuole monastiche e laiche. Tra le raccolte librarie più importanti per l'epoca sono da menzionare quella dell'mwabuAbbazia di San Gallo attiva fin dalla fondazione all'inizio del VII secolo, dell'mwabyAbbazia di Montecassino attiva a partire dalla metà dell'VIII secolo e quella dell'mwabcAbbazia di Cîteaux dall'XI secolo. Questo lavoro ha permesso la trasmissione di opere antiche che altrimenti si sarebbero irrimediabilmente perse.

Dall'mwabkXI secolo la costituzione di scuole collegate ai vescovati diede un forte impulso alla creazione di mwabobiblioteche capitolari, come quelle di Lucca e di mwabwVerona. Un altro incremento delle biblioteche si ebbe dal mwab0XII secolo con l'organizzazione delle prime mwab4università, per esempio a mwab8Bologna e a mwacaParigi, con la costituzione delle prime biblioteche adibite allo studio.

La diffusione dei libri miniati fu uno stimolo notevole alla creazione di raccolte librarie presso le corti europee, come la biblioteca di mwaciLuigi IX.

Rinascimento

Il mwacoRinascimento fu l'epoca determinante per la nascita delle biblioteche in senso moderno. Un importante impulso a tale cambiamento fu dato dallo spirito mwacsumanistico che, patrocinato dai vari mwacwsignori rinascimentali, fece nascere le prime biblioteche "laiche", come quella mwac0Viscontea-Sforzesca (originariamente conservata nel mwac4castello di Pavia e portata in mwac8Francia da mwadaLuigi XII nel 1500cite-ref-21[21]), la mwadumwadyMalatestiana di mwadcCesena, la mwadgmwadkEstense a mwadoFerrara (poi trasferita a mwadsModena), la mwadwGonzaghesca a mwad0Mantova, la mwad4mwad8Laurenziana di mwaeaFirenze, la mwaeemwaeiMarciana di mwaemVenezia. Il fenomeno coinvolge anche alcuni centri, demograficamente più piccoli, ma culturalmente assai vivaci: nel mwaeq1468, ad esempio, il comune di mwaeuSansepolcro ipotizza la creazione di una biblioteca pubblica, senza però riuscirci forse per problemi economici.

Accanto alle biblioteche "laiche" si svilupparono anche biblioteche ecclesiastiche. La più importante di esse è certamente la mwaecmwaegBiblioteca Apostolica Vaticana, fondata da mwaekpapa Sisto IV nel mwaeo1475. Anche la mwaesMarciana nacque da una raccolta ecclesiastica, quella del Cardinal mwaewBessarione. Infine, il Cardinal mwae0Federico Borromeo fondò la mwae4mwae8Biblioteca Ambrosiana di mwafaMilano.

Determinante per la nascita di grandi biblioteche fu l'invenzione della mwafistampa, che verso la fine del mwafmXV secolo moltiplicò il numero e la disponibilità dei volumi, in quanto ridusse il costo della produzione libraria.cite-ref-u-22-0[22] Il maggior pregio delle biblioteche rinascimentali rimane, tuttavia, il numero e l'importanza dei manoscritti di opere greche, latine e paleocristiane, che esse conservano.

Fuori d'Italia le più importanti biblioteche rinascimentali furono la mwafkmwafoBiblioteca Palatina di mwafsHeidelberg e la mwafwmwaf0Biblioteca Corviniana di mwaf4Budapest, poi smembrate.

La biblioteca reale francese, già creata nel mwaga1368 sotto mwageCarlo V di Francia ma poi smembrata, fu rifondata nel mwagi1461 da mwagmLuigi XI per diventare quella che è oggi conosciuta come mwagqBiblioteca nazionale di Francia.

Età moderna

Nel mwagwXVI secolo la diffusione delle prime case editrici, soprattutto a mwag0Venezia, ad mwag4Amsterdam, a mwag8Lione, a mwahaLipsia, favorì la circolazione degli esemplari delle opere in tutta Europa e quindi la loro raccolta nelle biblioteche.

Nel 1500, infatti, Venezia era un importante centro editoriale e si stampava circa la metà dei libri pubblicati in tutta Europa. Questo periodo rappresenta un'epoca d'oro per la città, che diventa la capitale europea dell'editoria.cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]cite-ref-25[25]

La prima proposta per istituire una "pubblica libreria" a Venezia fu avanzata nel mwah81362 da mwaiaFrancesco Petrarca, che non riuscì tuttavia a realizzare il progetto. Alla sua morte, lasciò la sua mwaiebiblioteca personale presumibilmente ai mwaiiDa Carrara, signori di Padova. Il primo nucleo della biblioteca è costituito dalla donazione che il mwaimcardinal mwaiqBessarione fece il 31 maggio mwaiu1468 alla mwaiyRepubblica di Venezia "mwaicad communem hominum utilitatem" (per il bene comune degli uomini): 746 mwaigcodici, di cui 482 in greco e 246 in latino, cui si aggiunsero successivamente altri 250 mwaikmanoscritti dopo la morte del donatore.

Nel mwaisSeicento si assiste, nel resto della penisola, alla nascita delle biblioteche pubbliche, come la mwaiwBiblioteca Universitaria di Padova, la mwai0mwai4Biblioteca Angelica di mwai8Roma, la mwajamwajeBiblioteca Ambrosiana di mwajiMilano, la mwajmmwajqBiblioteca Bodleiana di mwajuOxford e quella della mwajyUniversità di Cambridge.
Vi erano poi importanti collezioni private di personaggi famosi, come mwajgMazzarino e mwajkRichelieu, alla morte dei quali le raccolte confluivano nelle biblioteche pubbliche.

A partire dal mwajs1660 si svilupparono le grandi biblioteche nazionali delle monarchie europee, come la mwajwStaatsbibliothek zu Berlin (mwaj01661), la mwaj4Biblioteca nazionale di Francia di mwaj8Parigi (già fondata nel mwaka1461, riorganizzata nel mwake1666 e aperta al pubblico nel mwaki1692), la mwakmmwakqBiblioteca Nazionale Austriaca di mwakuVienna (mwaky1722), la mwakcmwakgBritish Museum Library di mwakkLondra (mwako1753) e la mwaksmwakwBiblioteca Nazionale Russa di mwak0San Pietroburgo (mwak41795).

Età contemporanea

Lo sviluppo delle biblioteche si intensifica verso la fine del mwaleXVIII secolo e per tutto il mwaliXIX secolo, anche per il trasferimento delle collezioni private nelle strutture pubbliche.

Nel mwalq1800 viene fondata la mwalumwalyLibrary of Congress di mwalcWashington.

Ma è a partire dal mwalkXX secolo, con la nascita della mwaloscienza biblioteconomica, che le biblioteche conoscono una radicale trasformazione, dovuta da una parte al miglioramento dei mwalscataloghi, alla mwalwClassificazione della Library of Congress diffusa in tutti gli Stati Uniti, e all'impulso alla mwal0classificazione delle opere, grazie ai contributi di mwal4Melvil Dewey (vedi mwal8Classificazione decimale Dewey) e di Eugène Morel, e dall'altra alla spinta data alla formazione professionale dei bibliotecari, accompagnata da una più intensa cooperazione tra le biblioteche. In questo periodo si assiste anche alla diversificazione delle attività bibliotecarie, mediante l'organizzazione di mostre, incontri di lettura e conferenze e il miglioramento dei servizi offerti agli utenti.

Lo sviluppo delle biblioteche pubbliche si intensifica in Italia a partire dagli mwamianni 1970, in relazione alla mwammlegge n.382/1975 sull'ordinamento delle Regioni che, in attuazione dell'articolo 117 della Costituzione, trasferiva alle Regioni le competenze sulle biblioteche di ente locale e sullo sviluppo della scuola dell'obbligo e della scolarizzazione.

Dagli mwamuanni 1980 si assiste a un crescente sviluppo dell'utilizzo del mwamycomputer per l'informatizzazione dei cataloghi e per la gestione del prestito; oltre ai software gestiti su mainframe la diffusione dei pc favorisce l'automazione di piccole bibliotechecite-ref-26[26]. Con lo sviluppo di Internet alla fine degli mwamsanni 1990, il servizio si estende anche alla messa a disposizione degli utenti di selezioni tematiche di siti web di qualità e a molte iniziative di alfabetizzazione su Internet per gli utenti. E successivamente all'avvento della mwamwbiblioteca digitale.

Normativa italiana

In Italia il mwam8Codice dei beni culturali del 2004, all'articolo 101, definisce: "«biblioteca», una struttura permanente che mwanaraccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne mwaneassicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio;".

Sui ritardi nell'applicazione della normativa per la promozione e la valorizzazione dei Libro-bene-culturale, e sul conseguente difficile accesso al nostro patrimonio librario "conservato" nelle biblioteche pubbliche antiche o di qualsiasi altro "tipo", vedi la raccolta ragionata di brani "fruizione negata"cite-ref-27[27].

Con il termine "mwangletteratura grigia" si intende tutto il materiale ritenuto effimero ed escluso dalla catalogazione OPAC, e dalla presenza stessa in biblioteca: rapporti, tesi, opuscoli divulgativi, giornali cosiddetti mwankmwanohouse organ di una qualche comunità (scolastici, sindacali, di partito, aziendali, ecclesiali), a volte particolarmente curati nella veste grafica e importanti fonti primarie storiche e informative.

I record bibliografici sono tradizionalmente pubblici e non coperti dal mwanwdiritto d'autore.

Altri metodi di diffusione

Biblioteche itineranti

Le biblioteche mobili o itineranti hanno il compito di diffondere la cultura attraverso mezzi di trasporto quali autobus, motocarri, asini e cammelli in zone remote o in comunità estranee alla vita cittadina.

Bookcrossing

Nel 2001 Ron Hornbaker, prendendo spunto dal sito mwao8"Where's George?" - Official Currency Tracking Projectcite-ref-28[28], che tracciava il percorso delle banconote attraverso il loro numero di serie, crea un sistema simile in grado di segnalare il percorso intrapreso da quei libri lasciati in giro dai lettori dando vita al fenomeno del bookcrossing. Questo fenomeno, che ha preso sempre più piede sia in Italia che nel resto del Mondo, però, implica delle tempistiche di scambio completamente diverse rispetto a quelle di prestito in una biblioteca pubblica dal momento che variano da lettore in lettorecite-ref-29[29].

Bibliomètro

Qualche anno più tardi, in Spagna il sistema bibliotecario ha cercato di avvicinarsi il più possibile ai lettori creando, in alcune città, grazie al Piano Regionale della Promozione sulla Lettura la Bibliomètro. Sviluppata a Madrid nel 2005 la Bibliometro consiste in un grande distributore di libri collocato all'interno di alcune stazioni metropolitane della città spagnola e ha come obiettivo quello di migliorare e consolidare l'abitudine alla lettura continuando a sfruttare i principi dei servizi di libertà e di gratuità per tutti i cittadini di cui la biblioteca pubblica disponecite-ref-0-30-0[30]. La collezione dei materiali viene rinnovata ogni anno a seconda delle scelte dei lettori e dal rendimento del catalogocite-ref-0-30-1[30]. Il prestito dei libri è di 15 giorni e può essere rinnovato per altri 15 utilizzando le tessere della rete bibliotecaria della Comunità di Madridcite-ref-31[31].

Biblioteche condominiali

Qualche anno più tardi si è pensato di ricreare le biblioteche negli spazi comuni degli edifici residenziali da parte dei condòmini e, infatti, prendono il nome di biblioteche condominiali. Si tratta di biblioteche che vogliono rimanere legate al loro ambito condominiale, ma preferiscono aprirsi a un pubblico più ampio che coinvolga il vicinato o l'intero quartiere. Nonostante sia un fenomeno poco conosciuto ha avuto modo di diffondersi, oltre che in Italia, anche in Spagna e negli Stati Uniti d'America. In quest'ultimo caso le biblioteche condominiali sono state inserite all'interno di spazio di lusso molto curati, in cui la biblioteca è concepita come un rifugio e le cui collezioni si arricchiscono grazie al contributo dei residenti, al book club mensile e ad altre attività dedicate ai più grandi e ai più piccolicite-ref-1-32-0[32]. In Spagna vengono chiamate mwaqwbibliotecas vecinales o biblioteche di quartiere proprio perché sono accessibili quasi esclusivamente alle persone che abitano nella stessa zona e sono create da Associazioni di quartiere che cercano di migliorare la qualità di vita dei concittadinicite-ref-1-32-1[32]. In Italia, invece, si sono create quasi per caso a partire dal 2014 sia grazie alla collaborazione dei condòmini che hanno regalato libri doppi, non graditi e già letti come è avvenuto a Roma con la biblioteca "mwareAl cortile" fondata da Loredana Grassicite-ref-33[33] sia in seguito al ritrovamento di alcuni libri nel cassonetto della spazzatura come è accaduto a Milano in mwaryVia Rembrandt 12 ideata dal signor Mario Mura e dal signor Roberto Chiappella e sistemata all'interno della portineria ormai in disusocite-ref-1-32-2[32]. La biblioteca condominiale di Milano è compresa a tutti gli effetti tra i servizi del Sistema Bibliotecario Milanese insieme a molte altre realtà nate negli anni successivicite-ref-34[34].

Primati

• La più vasta biblioteca del mondo è la mwasiBiblioteca del Congresso degli Stati Uniti, contenente oltre 128 milioni di libri.cite-ref-35[35]
• La più grande biblioteca italiana e una delle maggiori europee è la mwasgBiblioteca Nazionale Centrale di Firenze;cite-ref-36[36]
• Il Paese con il maggiore numero di biblioteche è la mwas4Russia, circa 65.000 biblioteche pubbliche;
• Il Paese con il maggiore numero di biblioteche antiche è l'Italia, che ha ventuno biblioteche del XII e XIV secolo. Seconda la Francia, con diciotto biblioteche del XII e XIV secolo;
• Il Paese con il maggiore numero di iscritti alle biblioteche rispetto alla popolazione: è la Finlandia, dove circa la metà della popolazione è registrata come utente di biblioteca;
• La biblioteca più affollata del mondo: è la mwatgNew York Public Library, negli USA, che accoglie, ogni anno, dieci milioni di visitatori e ha oltre tre milioni di membri registrati.
• Biblioteche con dormitorio (mwatwresidential libraries): la più grande è in mwat0Galles, la Gladstone's Library, a mwat8Hawarden, fondata nel mwaua1895; ospita, tra le sue mura, anche un mwaueostello per gli utenti.cite-ref-37[37]
• La prima biblioteca digitale: è quella del mwaucProgetto Gutenberg, avviato nel mwaug1971 da mwaukMichael Hart a mwauoSalt Lake City (USA). A gennaio 2011 il suo patrimonio digitale consiste in mwaus33 000 libri.
• La mwau8Biblioteca Malatestiana di mwavaCesena detiene due primati assoluti: è stata la prima biblioteca civica italianacite-ref-38[38] e d'mwavuEuropacite-ref-39[39]; è l'unico esempio di biblioteca monastica medievale perfettamente conservata nell'edificio, negli arredi e nella dotazione libraria.cite-ref-40[40]
• La biblioteca mwav8Rudy di mwawaMonowi (Nebraska, Stati Uniti d'America), composta da 5.000 volumi, è probabilmente la biblioteca pubblica del più piccolo comune, composto infatti da un'unica abitante, al tempo stesso sindaco, amministratrice, e bibliotecariacite-ref-41[41].
• La maggiore biblioteca (circa 50.000 volumi) in una struttura esclusivamente ricettiva è probabilmente mwawyThe Literary Man di mwawcObidos (Portogallo)cite-ref-42[42].

Note

cite-note-11. citerefmwaxiLeggemwaxm mwaxq12 giugno 1990, n. 146, articolo 1, in materia di "mwaxuNorme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge."
cite-note-22. mwaxkPolibio, mwaxomwaxsStorie, XII, 27, 4 (Büttner Wobst III 1893, mwaxwp. 228).
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cite-note-44. In Italia sono due: la mwaygBiblioteca Nazionale Centrale di Firenze e quella di mwaykRoma.
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Bibliografia

Articoli introduttivi

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• Armando Petrucci, mwbd4Beni culturali e ambientali. Beni librari, in mwbd8Enciclopedia italiana di scienze, lettere e arti, V appendice 1979-1992, vol. 1. A-D, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1991, pp.mwbea 342–343
• Igino Poggiali, mwbeiBiblioteca, in mwbemEnciclopedia italiana di scienze, lettere e arti, Appendice 2000, vol. 1. A-La, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2000, pp.mwbeq 196–201
• Giovanni Solimine, mwbeyBiblioteca, in mwbecEnciclopedia italiana di scienze, lettere e arti, V appendice 1979-1992, vol. 1. A-D, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1991, pp.mwbeg 358–360
• Chiara Gaetani, mwbeoIl bookcrossing, moderno esempio di lettura nomadica. La necessità di farsi trovare dove la lettura transita, in mwbesBollettino AIB, Vol. 48 n. 2/3 (settembre 2008), pp.mwbew 190–195
• Fabio Venuda, Biblioteche "fatte in casa". Biblioteche condominiali, in Biblioteche Oggi, dicembre 2014, pp.mwbe4 16–24, DOI: 10.3302/0392-8586-201410-015-1

Libri

• Antonella Agnoli, mwbfiLe piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-8991-9
• Nerio Agostini, mwbfuLa gestione della piccola biblioteca. Manuale della One Person Library, Milano, Editrice Bibliografica, 2005, ISBN 88-7075-637-8
• Nerio Agostini, mwbfg025.006 8 One-person Library, in mwbfkBiblioteconomia. Guida classificata, a cura di Mauro Guerrini, condirettore Gianfranco Crupi, a cura di Stefano Gambari, collaborazione di Vincenzo Fugaldi, prefazione di Luigi Crocetti, Milano, Editrice Bibliografica, 2007, ISBN 978-88-7075-634-0, pp.mwbfs 281–282
• Viola Ardone, mwbf0Il manuale del bibliotecario, Rimini, Maggioli, 2011, ISBN 978-88-387-5943-7
• Carlo Battisti mwbgaet al., mwbgeBiblioteca, collana Vocimwbgi ; 27, Roma, Treccani, 2022, introduzione di Francesco Guglieri, ISBN 978-88-12-00938-1
• Massimo Belotti (a cura di), mwbguVerso un'economia della biblioteca. Finanziamenti, programmazione e valorizzazione in tempo di crisi, Milano, Editrice Bibliografica, 2011, ISBN 978-88-7075-697-5
• Maria Pia Carosella e Maria Valenti (a cura di), mwbggDocumentazione e biblioteconomia. Manuale per i servizi di informazione e le biblioteche speciali italiane, presentazione di Paolo Bisogno, Milano, Franco Angeli, 1987
• Giuliana Casartelli e Marco Muscogiuri (a cura di), mwbgoLa biblioteca nella città, Roma, AIB, 2008, ISBN 978-88-7812-188-1
• Lionel Casson, mwbg0Biblioteche del mondo antico, Milano, Sylvestre Bonnard, 2003, ISBN 88-420-3256-5
• Guglielmo Cavallo, mwbhaLe biblioteche nel mondo antico e medievale, Roma-Bari, Laterza, 2004, ISBN 978-88-420-3256-4
• Dario D'Alessandro, mwbhmIl codice delle biblioteche. Legislazione delle biblioteche in Italia, Milano, Editrice Bibliografica, 2. edizione, 2007, ISBN 978-88-7075-648-7
• Marina Della Bella, mwbhyManuale del bibliotecario, Rimini, Maggioli, 2001, ISBN 88-387-1947-0
• Vincenzo Fugaldi, mwbhk025 Attività delle biblioteche, in mwbhoBiblioteconomia. Guida classificata, a cura di Mauro Guerrini, condirettore Gianfranco Crupi, a cura di Stefano Gambari, collaborazione di Vincenzo Fugaldi, prefazione di Luigi Crocetti, Milano, Editrice Bibliografica, 2007, ISBN 978-88-7075-634-0, pp.mwbhw 244–248
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• Riccardo Ridi, mwbkqFabio Metitieri, mwbkuBiblioteche in rete. Istruzioni per l'uso, Roma-Bari, Laterza, 2008
• mwbkcAlfredo Serrai, mwbkgGuida alla biblioteconomia, edizione aggiornata a cura di Maria Cochetti, Firenze, Sansoni, 1995, ISBN 88-383-1665-1* Giovanni Solimine, mwbkoControllo bibliografico universale, Roma, mwbksAssociazione Italiana Biblioteche, 1995, ISBN 88-7812-030-8
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• Giovanni Solimine e Paul Gabriele Weston (a cura di), mwbleBiblioteconomia: principi e questioni, Roma, Carocci, 2007, ISBN 978-88-430-4071-1
• Paolo Traniello, mwblqLe voci di interesse bibliografico e biblioteconomico nelle enciclopedie italiane, in mwbluBollettino AIB, 33 (1993), n. 2, pp.mwbly 149–165
• Paolo Traniello, mwblgLegislazione delle biblioteche in Italia, Roma, Carocci, 1999, ISBN 88-430-1282-7
• Paolo Traniello, mwblsStoria delle biblioteche in Italia. Dall'Unità ad oggi, con scritti di Giovanna Granata, Claudio Leombroni, Graziano Ruffini, Bologna, Il Mulino, 2002, ISBN 88-15-08848-2
• Paolo Traniello, mwbl4Biblioteche e società, Bologna, Il Mulino, 2005, ISBN 978-88-15-10802-9
• Paolo Traniello, mwbme027.007 22 Storiografia bibliotecaria, in mwbmiBiblioteconomia. Guida classificata, a cura di Mauro Guerrini, condirettore Gianfranco Crupi, a cura di Stefano Gambari, collaborazione di Vincenzo Fugaldi, prefazione di Luigi Crocetti, Milano, Editrice Bibliografica, 2007, ISBN 978-88-7075-634-0, pp.mwbmq 244–248
• Natale Vacalebre, mwbmyCOME LE ARMADURE E L'ARMI. Per una storia delle antiche biblioteche della Compagnia di Gesù. Con il caso di Perugia, Premessa di Edoardo Barbieri, Firenze, Olschki, 2016, ISBN 9788822264800
• Roberto Ventura, mwbmk020 Biblioteca, in mwbmoBiblioteconomia. Guida classificata, a cura di Mauro Guerrini, condirettore Gianfranco Crupi, a cura di Stefano Gambari, collaborazione di Vincenzo Fugaldi, prefazione di Luigi Crocetti, Milano, Editrice Bibliografica, 2007, ISBN 978-88-7075-634-0, pp.mwbmw 162–167
• Roberto Ventura, Vincenzo Fugaldi, mwbm4020 Tipi di biblioteca, in mwbm8Biblioteconomia. Guida classificata, a cura di Mauro Guerrini, condirettore Gianfranco Crupi, a cura di Stefano Gambari, collaborazione di Vincenzo Fugaldi, prefazione di Luigi Crocetti, Milano, Editrice Bibliografica, 2007, ISBN 978-88-7075-634-0, pp.mwbne 167–173
• Roberto Ventura, mwbnmLa biblioteca rende. Impatto sociale e economico di un servizio culturale, Milano, Editrice Bibliografica, 2011, ISBN 978-88-7075-698-2

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storia-2010biblioteca, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdizionario-di-storia-2010Paolo Traniello, Le biblioteche, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Frank C. Francis, Salman Haider, Douglas John Foskett e Leigh S. Estabrook, library, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclopedia-of-science-fiction(EN) Biblioteca, su The Encyclopedia of Science Fiction.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Libraries / Bibliothek / bibliotheques, su Open Library, Internet Archive.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Biblioteca, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Biblioteca, su The Visual Novel Database.
• mwbn0Sito ufficiale dell'Anagrafe delle biblioteche italiane, su anagrafe.iccu.sbn.it.
• mwbn8Sito ufficiale dell'Associazione Italiana Biblioteche, su aib.it.